Skip to main content

Riflessioni e sintesi basate sull’intervista “Beyond Yoga – What Rolfing® Taught Me About the Body, Awareness, and Confidence”, di Sabine Becker con Renata Leung – Certified Rolfer® and Yoga Teacher, pubblicata su rolfing.org il 7 dicembre 2025.
Fonte originale: rolfing.orgAutore/Intervistatrice: Sabine Becker
Articolo originale: qui

Per molte persone, la prima reale esperienza di ascolto e presenza corporea avviene attraverso pratiche come lo Yoga: è lì che si percepisce il respiro, si sente il corpo e si costruisce un nuovo senso di vitalità. Per l’insegnante di Yoga e Rolfer certificata Renata Leung, lo Yoga ha rappresentato proprio questo — un ritorno alla vita dopo anni difficili. Ma non è stato il punto di arrivo.

Dopo anni di fragilità emotiva, lo Yoga ha riportato Renata in contatto con il suo corpo e il suo respiro, restituendole una presenza che prima sembrava perduta. La forza sperimentata nel mantenere una postura, la percezione del corpo come fonte di vitalità e non solo di movimento — questi aspetti la portarono ad approfondire la pratica fino alla formazione come insegnante.

Tuttavia, l’esperienza con gli adulti, spesso segnati da limitazioni fisiche, tensioni e dolore, ha fatto emergere una domanda nuova: come rendere lo Yoga davvero accessibile e significativo per persone con storie corporee così differenti? Fu proprio questa curiosità che condusse Renata al Rolfing.

Pur non sapendo allora quanto profondamente sarebbe stato trasformativo, riconobbe subito nella formazione Rolfing una possibilità di crescita:

“Il Rolfing ha trasformato il mio modo di essere,
sentire e percepire il mio corpo.”

Più che un ulteriore strumento, la formazione divenne per lei una lente nuova per comprendere la relazione tra corpo, storia e modo di stare nel mondo. Attraverso il lavoro strutturale e percettivo, vennero alla luce schemi corporei radicati — non solo nel tessuto fisico, ma nel modo stesso di esistere e di relazionarsi.

Molti di questi schemi non erano visibili nella pratica Yoga, o forse era semplicemente la consapevolezza a non essere ancora pronta. Queste strutture — come la postura del torace e l’organizzazione del respiro — riflettevano un’espressione corporea di insicurezza, paura e schemi interiori profondi:

“Non si trattava solo di uno schema fisico, ma del modo in cui mi portavo nella vita, del mio atteggiamento, del mio modo di relazionarmi.”

La formazione in Rolfing ha portato Renata oltre la superficie del corpo, verso un livello di embodiment più profondo, dove la percezione corporea non è separata dal vissuto emotivo, dalle paure, dall’autostima e dalla relazione con il mondo, nell’articolo Renata dice:

“La formazione in Rolfing mi ha portata a un livello successivo di consapevolezza e percezione del corpo.”

In questo senso, il Rolfing non si è aggiunto allo Yoga come tecnica accessoria. È diventato una trasformazione di prospettiva: un approccio che integra struttura, percezione, movimento e identità.

Il Rolfing è stato un invito a guardare la propria esperienza — personale e professionale — con una nuova profondità di ascolto.